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Enti non profit: casi pratici, questioni aperte e prospettive nel progetto di riforma all’esame del Parlamento


Seminario di aggiornamento professionale per Notai
Organizzato da Studio immigrazione e Consiglio notarile distretti riuniti Viterbo e Rieti sotto l’ègida del Comitato Regionale Notarile del Lazio
Il CNN ha attribuito 4 CF

Quota partecipazione individuale: € 122,00 (IVA inc.)
Quota individuale per formazione di gruppo presso Consiglio, Ente, Studio legale o Librerie partner: € 61,00 (IVA inc.)

Test di collegamento: giovedì, 16 aprile 2015 dalle 10:30 alle 12:30
Sessione 1: venerdì, 17 aprile 2015 dalle 14:30 alle 19:30

Presentazione



Il 9° Censimento generale dell’industria, dei servizi e delle istituzioni non profit dell’Istat ha stimato, nel decennio 2001-2011, il non profit come il settore più dinamico del sistema produttivo italiano (+28% gli organismi e +39,4% gli addetti). Il non profit con 301.191 istituzioni attive in Italia è cresciuto soprattutto nel Nord e nel Centro Italia, con punte più alte di presenza e attività in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Lazio.
Il settore ha potuto contare sul contributo lavorativo di 4,8 milioni di volontari, 681 mila dipendenti, 271 mila lavoratori esterni e 6 mila lavoratori temporanei.

A caratterizzare fortemente il settore è la forma giuridica dell’associazione, che conta l’89% del totale delle istituzioni non profit attive al 31 dicembre 2011. In particolare, si tratta di 201mila associazioni non riconosciute e di 68mila associazioni riconosciute. Seguono 11mila cooperative sociali, 6mila fondazioni e 14mila restanti istituzioni non profit con altra forma giuridica, rappresentate principalmente da enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, comitati, società di mutuo soccorso, istituzioni sanitarie o educative. A mostrare una consistente crescita rispetto al 2001 sono le fondazioni (tra le quali le fondazioni bancarie, con un patrimonio che nel 2013 ammontava a 40,9 miliardi di euro) e le cooperative sociali a fronte dell'incremento più contenuto delle associazioni riconosciute.

Come è noto, il Terzo settore è stato finora disciplinato in maniera frammentaria e disorganica, innestando sulle norme di carattere generale sulle entità con finalità altruistiche contenute nel Codice civile agli interventi legislativi settoriali, anche di natura tributaria e fiscale, succedutesi nel corso del tempo.
Da qui l’esigenza, avvertita da tempo, di una disciplina organica che sta prendendo forma in Parlamento con il ddl “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale” (C 2617) finalizzato ad operare una riforma complessiva degli enti privati del Terzo settore e delle attività dirette a finalità solidaristiche e di interesse generale.

In vista dell’attuazione della riforma che, tra legge delega e decreti delegati, richiederà molti mesi, è sembrato opportuno promuovere un seminario per approfondire gli aspetti civilistici e fiscali degli istituti più ricorrenti e di quelli che presentano maggiori complessità per fornire al notaio un quadro aggiornato nei profili normativi e, soprattutto, nei risvolti pratici attraverso una esaustiva rassegna casistica e l’analisi di casi concreti (come quello della fondazione di partecipazione incorporante di associazione riconosciuta e beneficiaria di scissione di società consortile per azioni).

Particolare evidenza sarà data alle problematiche fiscali degli enti non commerciali e delle Onlus con riferimento alle scelte statutarie e di gestione; non mancherà, al termine del seminario, un momento di riflessione sulla riforma in itinere, anche per valutarne le ripercussioni sull’attività notarile.
Infine vi è anche un caso di studio sul tema “Fondazione di partecipazione incorporante di associazione riconosciuta e beneficiaria di scissione di società consortile per azioni”.


Iscrizioni seminario terminate:
   Venerdì, 24 Aprile 2015

Informazioni:


In collaborazione con Consiglio notarile dei distretti riuniti di Viterbo e Rieti